Avvenimenti geologici su scala continentale nel secondario
Le conseguenze geologiche di questi movimenti, che sconvolgono una buona parte del globo, sono di enorme portata. Si riflettono tanto dal punto di vista sedimentario che tettonico (tipi di depositi e loro sistemazione). Nel Triassico, le profonde dislocazioni che hanno fratturato e diversamente orientato i blocchi continentali sono anche all’origine di importanti colate basaltiche. E’ l'inizio di un grande periodo di immersione dei continenti a opera dei mari nel Giurassico. Se gli oceani sono soltanto delineati, tuttavia le superfici marine non sono limitate: in realtà, vasti mari poco profondi ricoprono una larga superficie delle aree continentali, per esempio, tutta l'Europa occidentale, dove le invasioni marine hanno raggiunto la Francia, l’Inghilterra, la Germania, la Spagna e l’Africa del Nord. Nel Giurassico superiore, la fase orogenetica andina o nevadiana segna una tappa importante nella costruzione delle cordigliere occidentali americane. Durante il Cretaceo, periodo relativamente lungo (70 MA), l’abbozzo di un nuovo mondo prosegue.
Esistono ancora zone di importanti depositi marini; il Cretaceo medio (-100 MA), segna l’estensione massima della trasgressione marina. Successivamente, il tratto dominante della geologia del Secondario va scomparendo; i vasti mari epicontinentali si riducono e la maggior parte scompare. Le fasi orogenetiche si susseguono: nel Cretaceo inferiore, nel Cretaceo medio (fase austriaca), nel Cretaceo terminale (fase laramiana) e conducono alla costruzione delle catene pacifiche, asiatiche, all’abbozzo dei Pirenei (in seguito all’apertura del golfo di Guascogna) sviluppando l’embriogenesi delle catene del sistema alpino.